UN GIUBILEO PER NAPOLI

 

 

Come è tradizione negli anni giubilari, desideriamo simbolicamente aprire alla speranza le quattro porte di Napoli: Porta San Gennaro, Porta Capuana, Porta Nolana e Port'Alba, una volta varchi di accesso alla città e, nello stesso tempo, frontiere di protezione dai mali esterni che la insidiavano.

 

Porta 

SAN GENNARO

A Porta San Gennaro, la più antica secondo la tradizione, sulle orme del nostro Santo Patrono, che fermò la lava del Vesuvio per proteggere la città dall'eruzione, apriremo la Porta della condivisione e delle solidarietà, per difendere i deboli e i diseredati dalla fame e dalla povertà

(dalla lettera pastorale"Non chiudete le porte alla speranza")

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Porta

CAPUANA

A Porta Capuana, snodo di grandi comunicazioni commerciali, attigua all'antica sede del Tribunale, apriremo la Porta della legalità, in difesa della sana imprenditoria, dell'artigianato e del commercio.

(dalla lettera pastorale"Non chiudete le porte alla speranza")

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Porta NOLANA

A Porta Nolana, a cui si affiancano le torri della fede, apriremo la porta della fiducia e dell'accoglienza per un rinnovamento nelle relazioni interpersonali, nei rapporti tra generazioni, tra le classi sociali, tra cittadini ed extracomunitari, in difesa di chiunque sia diverso per età, ceto, sesso, razza, religione o cultura.

(dalla lettera pastorale"Non chiudete le porte alla speranza")

Port'ALBA

A Port'Alba, dov'è ubicata la casa di Santa Caterina Volpicelli, grande educatrice, amante della musica e del teatro, apriremo la Porta delle arti e delle scienze per difendere il valore della nostra cultura, nel senso più ampio del termine, dall'imbarbarimento delle mode del nostro tempo. 

(dalla lettera pastorale"Non chiudete le porte alla speranza")

Riapriamo simbolicamente queste porte per non chiudere la porta alla speranza! Lasciamo entrare l'aria nuova del futuro

 

 

Icona di quest'anno giubilare sarà il dipinto di Caravaggio con le sette opere di misericordia corporali, per ricordare a ognuno di noi, alle istituzioni e alle famiglie, agli uomini di governo e alla gente comune, a quanti hanno responsabilità nell'educazione delle nuove generazioni, che per aprire la città alla speranza, urge uno slancio di amore, di generosità, di solidarietà. 

 

Un evento storico per Napoli e un messaggio forte, l’ultimo appello della Chiesa affinché la città non si ritrovi al «punto di non ritorno che la condannerebbe al declino». Il Cardinale Crescenzio Sepe usa parole chiare e autorevoli, incarnando e incardinando sempre più nella vita pubblica della nostra tormentata metropoli la sua attività pastorale. Lo fa proprio con una lettera pastorale, «Non chiudete le porte alla Speranza», con la quale annuncia il Giubileo per Napoli. Ed è la prima volta in assoluto nella storia che un avvenimento nodale per il cattolicesimo si svolge per una sola città, con uno spirito che è stato definito «missionario».
Nella Stazione Marittima, luogo laico e di comunicazione tra gli uomini, comincerà un ciclo annuale che chiamerà all’impegno le istituzioni, la cultura, le imprese, le professioni, i sindacati. Sarà una convocazione e una partenza, che si trasformerà in una fiaccolata silenziosa fino a piazza del Plebiscito.

UN GIUBILEO PER NAPOLI - CRESCENZIO CARDINALE SEPE  

-in allegato il discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo

 
Cari Amici, spettabili Autorità, 
cari cittadini di questa amata terra, 
ringrazio di cuore voi tutti, uomini e donne di buona volontà, per essere intervenuti così numerosi a questa convocazione per aprire insieme il Giubileo per Napoli. 
La ricorrenza giubilare, nella tradizione biblica, nel ricordare all’uomo la signoria di Dio sul cielo e sulla terra, aveva in sé anche una valenza sociale: restituire all’uomo la giustizia e l’uguaglianza. 
Il termine giubileo comunemente richiama alla mente quello a noi più familiare di giubilo, un sentimento di gioia intensa; gioia che é conseguenza di quel condono secondo il quale ognuno riacquistava la libertà e le proprietà perdute. Nell’Antico Testamento, il Giubileo era, dunque, una istituzione che garantiva la protezione dei più deboli e dei più bisognosi. In questa linea si pose anche Gesù quando, nella sinagoga di Nazareth, aprì il primo Giubileo cristiano, leggendo il rotolo di Isaia: “annunciare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18). E se nell’anno di grazia il Signore ha restituito la vista ai ciechi, ha fatto sentire i sordi e parlare i muti, nessuno può rimanere inerme, cieco, sordo e muto di fronte a una città sofferente.
Ecco, allora, che l’esigenza diffusa di una stagione di rinascita della nostra terra ha ispirato l’ipotesi di un Giubileo, inteso nella sua valenza religiosa, civile e sociale, per ripristinare la giustizia e liberare Napoli, prigioniera di se stessa, dal sopruso, dal degrado, da ogni forma di oppressione e annunciare un messaggio di speranza agli abitanti di questa nostra terra.
 

Lettera Pastorale alla Città di Napoli

 

Discorso Introduttivo

 

Discorso Conclusivo

 

Fiaccolata 

Nonostante le temperature polari e il vento gelido sono state centinaia le persone che, con fiaccole in mano, hanno partecipato al corteo silenzioso che ha attraversato il centro del capoluogo campano per dare l'avvio ufficiale al Giubileo per Napoli voluto dal cardinale Crescenzio Sepe. Donne, bambini e ragazzi dalla Stazione Marittima hanno attraversato piazza Municipio, via santa Brigida passando via Toledo, piazza Trieste e Trento per arrivare in piazza del Plebiscito dove l'arcivescovo di Napoli ha rivolto loro un saluto e una benedizione. Il colonnato della Chiesa di san Francesco di Paola è spento e il presule legge il suo discorso in piedi sulle scale che si affacciano sulla piazza. "Troppo abbiamo sofferto, troppo abbiamo sopportato e per il troppo subito stasera siamo qui pronti a intraprendere insieme - ha detto il cardinale - la strada della speranza. Stasera siamo chiamati tutti all'impegno, alla partecipazione, ognuno nel suo ruolo, ognuno per la sua parte è chiamato ad essere un cittadino attivo e corresponsabile per voltare pagina". "Stasera le nostre fiaccole accese - ha detto ancora il cardinale - hanno squarciato le tenebre dell'inerzia e vogliono accendere una nuova luce quella che dà dignità al nostro essere cittadini". Napoli "non ha più voglia di vivere nascosta - ha concluso - all'ombra della malavita, della precarietà, dell'approssimazione, di un degrado inaccettabile".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INDIZIONE 8 DICEMBRE FESTA LITURGICA DELL'IMMACOLATA: VIDEO

Non possiamo arrenderci, uniti ce la possiamo fare. I segni vanno oltre le parole; esserci per organizzare la speranza. Napoli non deve morire!!!

Il 16 Dicembre ore 19:00 dalla Stazione Marittima a Piazza del Plebiscito, ti aspetto alla Fiaccolata per Napoli per accendere una luce di senso sul futuro di Napoli.

Spot del Cardinale


GIUBILEO PER NAPOLI, IL CARDINALE SEPE: "NESSUNO SI TIRI INDIETRO PER RILANCIO CITTÀ"     Vedi il video

 

 

Prima iniziativa dell'Arcivescovo: Dire Napoli al Mondo

APERTURA DELLA PRIMA PORTA

 Leggi l'omelia e il discorso di apertura del Cardinale

 

LETTERA CONCLUSIVA DELL'ANNO GIUBILARE PER LA CITTA'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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