Venerabile Cecilia Eusebi - Terziaria

Viterbo - Italia

 

Monteromano, Viterbo, 17 febbraio 1910 - Nepi, Viterbo, 1 ottobre 1928

Cecilia Eusepi nasce in una cittadina laziale, in provincia di Viterbo, Monte Romano, il 17 febbraio 1910 , nella festa dei Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria.
I suoi genitori sono Antonio Eusepi e Paolina Mannucci, genitori poveri, ma ricchi di fede, semplici e buoni. Viene battezzata il 26 febbraio nella Chiesa parrocchiale di Santo Spirito, dall’arciprete Ugo Fulignoli.
Rimane orfana molto presto, ed il padre morente l’affida allo zio materno, Filippo Mannucci, che fu per lei tenerissimo padre.
Bambina vivace e sensibile, molto buona ed ubbidiente, già da piccola portata alla preghiera, che il fratellino più grande le faceva recitare tutte le mattine.
Già all’asilo di Monte Romano, tenuto da alcune signore, la piccola Cecilia mostra un grande ingegno. Una supplica al Signore l’ha accompagnata dalla piccolissima età: "Madonnina mia, fammi morire piuttosto che offendere Gesù".
Il 6 gennaio 1915, all’età di cinque anni, insieme a sua madre, Cecilia lascia per sempre Monte Romano e si reca a Nepi. Vanno a vivere nella tenuta dei duchi Grazioli Lante della Rovere detta La Massa, dove già dal 1910 lo zio Filippo lavora.
In questa tenuta la fanciulla cresce vispa e serena, scorazzando per i campi e tra le siepi, cogliendo fiori da collocare davanti alla Madonna.
Lo zio non ritiene che la vita campestre si confacesse alla bambina. Il 5 settembre 1915 l’affida come educanda alle Monache Cistercensi nel Monastero di San Bernardo di Nepi.
Cecilia scriverà più tardi: "Dopo il Battesimo la prima grazia ricevuta dal Signore fu quella di avermi tolta dal mondo a soli cinque anni e mezzo, e collocata fra le sue spose, dove si è aperta la mia intelligenza e ho sentito il bisogno di amare Gesù".
In monastero a sette anni, il 27 maggio 1917, riceve la Santa Cresima dal santo vescovo mons. Luigi Olivares. In quel giorno correndo ai piedi della Vergine santa, la piccola Cecilia offre a Lei il suo cuore. Nello stesso anno, il 2 ottobre, festa dei SS. Angeli Custodi, dall’abate Testa dei Cistercensi di Roma, riceve la Prima Comunione. Mentre si prepara alla vita, attraverso l’impegno, lo studio e la preghiera, la piccola Cecilia sente con forza nel cuore la chiamata del Signore.
Due figure di santi l’accompagnano in questi anni: Santa Teresa di Lisieux, della quale già da piccola ha letto la sua “Storia di un’anima”. Ella riconosce in Teresina la sua maestra spirituale.

Altre notizie

Ad un mese e mezzo dalla nascita rimase orfana del padre, che prima di morire l'affidò alle cure dello zio materno Filippo Mannucci. Nel 1915, insieme alla madre, Paolina, e allo zio si stabilì nella cittadina di Nepi, nella tenuta "La Massa" (a qualche kilometro dal centro). All'età di cinque anni, per la sua formazione scolastica, Cecilia venne affidata come convittrice alle cure delle monache cistercensi, dove rimase fino al1923.

Immagine devozionale di Cecilia Eusepi

Nel 1922 si iscrisse all'Azione Cattolica e aderì al Terz'Ordine dei Servi di Maria (oggi denominato: Ordine Secolare Servi di Maria (OSSM). Ricevette lo scapolare nella chiesa di San Tolomeo ai Servi il 14 febbraio 1922, assumendo il nome (religioso) di Suor Maria Angela. Nel 1923 a Pistoia entrò come "probanda" fra le Suore Mantellate Serve di Maria dopo notevoli difficoltà a causa della giovane età. Vi rimase tre anni, nei quali le vennero affidate anche alcune classi di asilo col ruolo di educatrice. Tuttavia la sua permanenza a Pistoia durò poco a causa della salute, che iniziò a compromettersì nell'estate del '26 (le vennero diagnosticate una peritonite e un'infiammazione ai polmoni), al punto che l'11 ottobre dello stesso anno fu costretta a tornare in famiglia.

Gli ultimi due anni Cecilia li trascorse nell'isolamento de "La Massa", costretta ad una vita molto riservata e solitaria, sempre a causa della precaria stabilità delle condizioni di salute.

In questo ultimo periodo della sua vita, incontrò Padre Gabriele M. Roschini, Servo di Maria, che, percependo l'inclinazione alla santità di Cecilia, ne fu affezionato e competente direttore spirituale. Proprio su ordine del Padre Roschini, il 29 maggio '27 Cecilia iniziò la scrittura del suo diario (terminata il 12 settembre '28) e dell'autobiografia, da lei intitolata Storia di un Pagliaccio, consegnata il 29 giugno '27.

Cecilia Eusepi morì la notte del 1º ottobre 1928, a causa di tubercolosi intestinale.

Cecilia Eusepi è stata dichiarata Venerabile il 1º giugno 1987 da papa Giovanni Paolo II.

 

 

 

         

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